La staffetta Breno-Palermo denominata ‘AruotaLibera’ organizzata dalla Polisportiva e dal presidio Libera di Vallecamonica è stata premiata nei giorni scorsi a Brescia con l’Oscar dello Sport Bresciano 2012 nella sezione Eventi. Un prestigioso riconoscimento per la nostra società sportiva che in un contesto importante ha ricevuto applausi e consensi per la sua opera di sensibilizzazione e di promozione dell’attività sportiva per disabili. La staffetta che si è svolta dal 6 al 21 luglio dello scorso anno ha visto partecipare 6 atleti della Polisportiva insieme ad un folto gruppo di accompagnatori volontari che hanno percorso circa 1850 Km da Breno a Palermo per ricordare i 20 anni di fondazione della società presieduta da Gigliola Frassa e fare memoria, con l’Associazione Libera, delle stragi di Capaci e di via d’Amelio che vide morire assassinati i giudici Falcone e Borsellino e le loro scorte. In un contesto di profonda emozione e commozione (tutto l’Auditorium in piedi ad applaudire) il gruppo della nostra Polisportiva guidato dal presidente ha dapprima proiettato le immagini della staffetta e quindi ha ritirato il prezioso riconoscimento provinciale. Nella stessa manifestazione sono stati premiati anche altri due atleti della Polisportiva Gabriele Rondi come atleta del Comitato Paralimpico e Santina Pertesana per il Tiro con l’Arco.
martedì 14 maggio 2013
venerdì 27 luglio 2012
A Ruota Libera, Epilogo
Il viaggio di “A ruota libera” è terminato. Viene spontaneo tirare le somme, capire quello che ci è rimasto dentro e cosa pensiamo di aver lasciato sul nostro cammino … pardon, sulle nostre ruote.
Nel diario, tenuto in modo rocambolesco, si è cercato di dare l’informazione essenziale circa le località toccate, le performance degli atleti, le personalità incontrate e le tematiche trattate. E’ chiaro però che determinate emozioni, sia negative che positive, derivate dal vissuto, quasi in simbiosi, percorrendo le strade italiane, appartiene ed apparterrà solo a noi. Sì, sarebbe possibile descrivere, fra il serio e il faceto, certi aneddoti al limite del “comune senso del pudore”, ma non servirebbe a trasmettere l’intera portata dell’esperienza, anzi, la sminuerebbe.
Ben pochi di noi, oggi, possono dire di essere quelli di prima. Queste esperienze, dure, forti, ti segnano, ti cambiano la vita.
E non si tratta della fatica fisica o del caldo eccessivo, ma dell’affrontare i propri tic, i propri tabù, gli stereotipi di quel falso perbenismo che ci portiamo dietro, per poterci aprire ai tic ed alle paturnie degli altri, ai loro problemi. E questi “altri” non eravamo solo noi, ma tutti coloro che ci hanno accolto parlandoci delle loro realtà e delle loro difficoltà, che sono e restano davvero GRANDI.
I nostri atleti hanno potuto avvicinarsi a realtà lontane da loro anni luce e ciò li ha sicuramente fatti crescere e, allo stesso tempo, stare con loro, prenderci cura di loro, ci ha insegnato tanto. E, tutti insieme, abbiamo capito che bisogna smettere di coltivare il nostro orticello, bensì dare una mano al nostro prossimo per coltivare anche il suo, che la trasparenza paga, che dirsi cose anche spiacevoli guardandosi negli occhi, può portare poi ad un abbraccio e ci può quindi consentire di occuparci insieme dei problemi altrui. Ma la lezione più grande che possiamo trarre da quella che ho chiamato “folle avventura”, è che per arrivare a questo bisogna provarci, mettersi in gioco, soffrire, contribuire con le proprie competenze e capacità e spero tanto che “A ruota libera” abbia trasmesso questo messaggio e che tutti noi insieme si sia riusciti a contaminare il maggior numero di persone fra quelle incontrate.
Sarebbe bello !!!
Matilde Comensoli
sabato 21 luglio 2012
Capaci, Villagrazia di Carini e Cinisi
Venerdì 20 luglio: Percorso della memoria a Capaci, Villagrazia di Carini e Cinisi.
Prima, accompagnati da Vincenzo e Augusta Agostino, ci rechiamo al piccolo monumento in memoria di Ida e Nino, luogo dell’agguato, dove deponiamo dei fiori. Augusta ci racconta ogni attimo di quella terribile giornata e le immagini che ci colpiscono maggiormente sono quella di Ida che, nel vedere il marito crivellato di colpi, anziché stare a terra dove l’aveva gettata Nino, si alza ed urla “Vi conosco, so chi siete!” e pone così fine alla sua giovane vita ed a quella della creatura che porta dentro; l’altra è quella del sangue di Nino che, nonostante si cerchi di raccoglierlo, sfugge alle ramazze e, lentamente, in tanti rivoletti si dirige verso il mare e vi si confonde, quel mare che Nino amava tanto.
Ci rechiamo poi a Capaci dove i ragazzi di Addio Pizzo ci descrivono la loro esperienza e dove papà Vincenzo ci commuove di nuovo raccontandoci l’angoscia di un altro padre, che ad ogni anniversario della strage si aggira tra quegli ulivi cercando un punto dove lasciare un mazzolino di fiori al proprio figlio, ma non sa dove deporlo. Si tratta del padre di Emanuele Piazza, l’altra giubba blu che, insieme a Nino, sventava l’attentato dell’Addaura a Falcone. Il padre non sa dove deporlo perché, come ha raccontato un pentito, il suo corpo è stato sciolto nell’acido e “versato” su quel terreno.
Ed eccoci all’ultimo atto: a Cinisi percorriamo tutti insieme i mitici 100 passi che vanno dalla casa di Peppino Impastato a quella del boss Badalamenti che ne ordinò l’omicidio.
E qui si conclude ufficialmente la nostra missione. Siamo tremendamente stanchi ma sollevati e felici.
Non posso terminare questo diario di bordo senza parlare delle mie compagne di viaggio. Sono fermamente convinta che non ci sarebbe stato un esito positivo senza di loro, senza la loro abnegazione, disponibilità, allegria e senso pratico (per non dire buonsenso). Donne, giovani e meno giovani, che hanno fatto di tutto: cucinato, lavato panni, montato e smontato campi di sosta, guidato con perizia e prudenza furgoni e camper. Ma soprattutto hanno saputo ESSERCI sempre per tutti e sempre con gioia.
Eccole qua, da sinistra in alto: Orsolina, Pierina, Camilla, Carla, Lilli, la sottoscritta, e Antonella.
Quando siamo partiti eravamo tutti naturalmente preoccupati per le incognite che ci si sarebbero presentate. Io personalmente dissi: “speriamo che i pro siano più dei contro”.
Adesso si può dire: “Si, eccome!” grazie a voi: Mirco, Alessandro, Giordano, Mauro, Mario ed Emanuele, siete stati splendidi, e grazie a TUTTI (e nessuno si deve sentire escluso) i compagni che hanno ideato e/o condiviso questa “folle” impresa.
L’addetto stampa
Matilde Comensoli
venerdì 20 luglio 2012
PALERMO!
PALERMO
!
Obbiettivo raggiunto! Alle
ore 10.05 noi di "A Ruota Libera" arriviamo in via D'Amelio a
Palermo. L'accoglienza ai nostri atleti è molto composta e nel contempo
calorosa. Per qualche atleta è stato difficile gestire le emozioni che mutano
continuamente, dalla commozione alla gioia. Commozione per il fatto di trovarsi
proprio li, luogo della strage dove, oltre a Paolo Borsellino, morirono gli
agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a
far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie
Cosina, e Claudio Traina. E la nostra staffetta vuole proprio ricordare tutte
le vittime di mafia, non solo quelle “eccellenti”. Ci ritroviamo con i nostri
amici: Don Ciotti, Rita Borsellino, i coniugi D’Agostino e tanti tanti altri
che non è possibile elencare.
Gioia invece per essere
riusciti a compiere l'impresa di raggiungere Palermo, superando tutte le inevitabili
difficoltà di un così lungo viaggio.
Ore 16.58, il minuto di
silenzio pervade via D'Amelio...
I politici intervenuti
lo fanno a titolo personale, rispettando il desiderio di Salvatore Borsellino,
fratello di Paolo. Vediamo il Sindaco di Palermo, Orlando, Di Pietro e Fini che
porta il messaggio del Presidente della Repubblica e tanti altri, la cui
presenza è più o meno gradita.
Sul palco si susseguono
gli interventi dei magistrati dell’antimafia palermitana e fra tutti spicca quello
del giudice Antonio Ingroia.
La presenza più
significativa, quella che ti scalda il cuore e che ti fa sperare che ci sia un
futuro migliore, è comunque quella dei tanti ragazzi e bambini che assediano
Rita e Antonio ponendo mille domande con gli occhi accesi dalla curiosità e
dall’entusiasmo.
Si, come dice
continuamente il nostro Mauro, ne valeva la pena.
La fiaccolata serale
costituisce un altro momento commovente.
Avremmo dovuto passare
la notte presso la Base Scout di Fondo Micciulla, terreno confiscato alla
mafia, ma la devastazione ed il saccheggio perpetrato ai danni della struttura,
nella notte precedente lo hanno reso impossibile.
L’addetto stampa
Matilde Comensoli
giovedì 19 luglio 2012
13^ tappa : POLLINA-ASPRA
Partenza
da Pollina e percorso effettuato per tutti gli 80 km da tutti gli atleti:
Emanuele con Beppe, Giordano, Mario, Mauro e Mirco. Gli atleti vengono
accompagnati per tutto il tragitto dal gruppo ciclistico "Nonsolosterrato",
ed è davvero divertente la sana competizione che si scatena. Loro, normodotati in mountain
bike, fanno fatica a tenere il passo degli atleti in hand bike e rallegrano il
tragitto con espressioni tipiche siciliane.
Durante
la tappa ci fermiamo presso la residenza di mare di Rita Borsellino, dove il
gruppo di Libera ha potuto riabbracciare un’amica, mentre gli atleti avuto il
piacere di conoscere una persona speciale. Rita ci ha intrattenuto con la
consueta affabilità e simpatia, lasciando, con le sue parole, un segno
indelebile in tutti coloro che non la conoscevano.
Ore
13.30 gli atleti si rimettono in strada destinazione ristorante. Il pranzo,
abbondante è squisito, ridà le energie per proseguire e completare gli ultimi
20 km di tappa. Durante l'ultima sosta prima di Aspra, si è aggregato Alessandro,
ritiratosi per problemi fisici dalla tappa di Scandicci. L'arrivo ad Aspra è
stato memorabile, una folla di gente accompagnata dai tamburi rullanti accoglie
gli atleti in maniera trionfale e cinge
addirittura loro il capo con il serto d’alloro. In testa, a dirigere il tutto,
chi se non il nostro amico Michelangelo con l'associazione Comunità Marinara di Aspra?
Ci
dedica poi una serata musicale, dove intervengono Salvo Randazzo,
tenore, la cantante televisiva Maria
Corso, Paolo Zarcone cantastorie siciliano accompagnato da Francesco M.
Martorana alla chitarra e dal nostro anfitrione Michelangelo Balistreri.
Dodicesima Tappa: MILAZZO - FINALE DI POLLINA
Oggi
gli atleti percorrono 35 chilometri a testa, nell'ordine seguente: Mirco,
Giordano, Mauro e Mario. Emanuele e la sua guida Beppe, accompagnati da
Luciano, scortano gli atleti lungo tutto il percorso.
La
prima sosta della giornata si effettua a Capo D’Orlando, presso l’hotel “La
tartaruga”. Ad accoglierci troviamo, oltre agli amici di Libera che ci hanno
preceduto, l’Associazione Acio, nelle persone del presidente attuale, Mammana
Vincenzo, e del precedente (per 15 anni), Domiano Rosario. E’ Rosario che ci
racconta come è nata Acio, la prima Associazione anti racket al mondo.
La Tartaruga è stato il primo esercizio a rifiutare di pagare il pizzo ed è
stato scortato per ben 11 anni 24h/24. Altri esercenti si sono uniti al rifiuto
ed hanno iniziato ad incontrarsi clandestinamente nella sacrestia di Don Totino
Licata. A queste riunioni segrete si sono in seguito aggiunti i Carabinieri, la
Guardia di Finanza ed il Questore. Quando i tutori dell’ordine hanno assicurato
il loro appoggio (va anche detto che allora il clima politico era favorevole)
l’associazione è uscita allo scoperto. Acio è nata ufficialmente (atto
costitutivo) nel dicembre del 1990 con il primo Presidente Tano Grasso. Da
allora sono nate altre 70 associazioni antiracket in tutta Italia, come Addio
Pizzo e Libera Futuro, riunite sotto il simbolo della FAI (Federazione
Antiracket Italiana). La FAI è nata nel 1994 insieme a Libera di Don Ciotti.
Dopo
il calore di Capo d’Orlando gli atleti si riuniscono e percorrono l'ultimo
tratto insieme per poi venire accolti, con altrettanto calore, fra canti e
danze nella piazzetta di Finale di Pollina. In serata viene organizzata una
tavola rotonda, nella quale le autorità ed i rappresentanti delle varie
organizzazioni di volontariato, che operano con i disabili motori e cognitivi
del paese, si confrontano su tematiche attuali quali i centri di occupazione
diurna dei disabili cognitivi, le famiglie dei disabili, ecc. Più tardi, dopo
un incontro con varie associazioni sportive, ci viene offerto un catering
dall’amministrazione comunale ed il Sindaco (donna) di Pollina, ci onora con la
sua presenza. A lei e a tutta la sua amministrazione va la nostra stima per ciò
che è riuscita a realizzare tra le mille difficoltà di questa realtà ed un
ringraziamento particolare, oltre che per l’ospitalità, anche per averci capito
e sopportato in un momento non proprio felice del nostro percorso, un momento
nel quale hanno preso il sopravvento la fatica fisica e mentale e tutto lo
stress accumulato nelle lunghe tappe precedenti. E poi, a noi, un sindaco che
si alza da tavola e SPARECCHIA piace tantissimo!! Grazie Magda!
Domani
i kilometri da percorrere saranno solo 80, perciò gli atleti hanno deciso di
percorrerli tutti insieme, fino a via D’Amelio.
L’addetto stampa
Matilde Comensoli
una nostra compagna di viaggio
martedì 17 luglio 2012
Undicesima Tappa: VIBO VALENTIA - MILAZZO
Ovvero
dalla Calabria alla Sicilia.
Gli
atleti partono alle 8.30, rimessi a nuovo dal massaggiatore Gennaro Isabella,
che pur avendo un cognome “femmineo”… ha dei muscoli decisamente notevoli! Dopo
che i ciclisti locali hanno raggiunto il luogo di partenza, Mauro inizia a
percorrere la sua parte di tappa scendendo in picchiata da Vibo Valentia,
raggiungendo i 64 km orari.
Nei
pressi di Gioia Tauro, Mario si rende disponibile ancora una volta a portare il
fardello più pesante: percorrere l'ennesima salita con un dislivello di circa
600 mt in 15 km. Il terzo cambio viene effettuato in discesa a Bagnara Calabra,
e Giordano accompagnato da Mario, procedono in direzione di Villa San Giovanni,
punto di appuntamento e di imbarco per la Sicilia per tutta la carovana.
All'imbarco
la compagnia Caronte, che fa la spola sullo stretto, offre il passaggio a tutta
la carovana.
Nel
pomeriggio incontriamo Francesca di Libera terra che ci parla della sua
esperienza.
I
ragazzi percorrono tutti insieme i 45 km che mancano al traguardo di tappa: Milazzo,
scortati per tutto il percorso da Emanuele con Beppe e da Luciano. La
stanchezza fisica ormai è evidente.
A
Milazzo siamo accolti dal Responsabile di Libera Milazzo-Barcellona, Nunzio De
Luca, da Santo Laganà, presidente dell’Associazione Rita Atria e dalla sua
fondatrice, Nadia Furnari, che ci offrono la cena in un delizioso locale dove
ci si occupa del reinserimento lavorativo giovanile. Durante la cena assistiamo
ad un breve filmato dedicato alla vicenda della giovane Rita Atria. Anche qui
non potevamo ricevere accoglienza migliore.
L'addetto stampa
Matilde Comensoli
lunedì 16 luglio 2012
10^ Tappa SCALEA - VIBO VALENTIA
(raccontata da Mauro)
Ormai ci siamo quasi.
Mancano poco più di 500 km e arriveremo a Palermo!
Oggi la tappa è stata
molto piacevole, arricchita dal fatto che durante la pausa pranzo, abbiamo
fatto finalmente il bagno in mare, una ventina di chilometri da Lamezia Terme.
Questa mattina Mario è
partito con la sua handbike alla volta di Diamante, piccolo paesino sulla costa
tirrenica distante circa 35 km da Scalea. All’altezza del km 300 della SS18
Giordano raccoglieva il testimone e partiva alla volta di San Lucido. Al km 333
Mauro, parcheggiato sulla sua handbike, all’ombra, attendeva Giordano per
dargli il cambio.
E via, di nuovo in
marcia, percorrendo i 36 km che dividono il paese di Longobardi da Lamezia
Terme, dove la carovana di “ A ruota libera” aveva preparato tutto l’occorrente
per la pausa pranzo.
Mauro, con Emanuele,
Beppe e Luciano, manteneva una media di 28 km orari.
Ore 16.00: Mirco in
partenza. Ultimo tratto di strada per arrivare a Vibo Valentia, peccato che
fosse tutto in salita, sotto un sole caldissimo.
In serata siamo stati
tutti ospiti del presidio di Libera di Vibo Valentia, dove il suo responsabile,
Don Peppino,ci ha offerto una cena a base di prodotti tipici della Calabria.
Infine è stato proiettato
il film “Uomini soli”, una ricostruzione della storia e dei momenti più
importanti della lotta alla mafia, compresi naturalmente i racconti di chi
aveva conosciuto e collaborato con Borsellino e Falcone.
Domani si traghetta verso
la Sicilia. Tappa di circa 145 km Vibo Valentia Milazzo.
Nona Tappa EBOLI SCALEA
La
tappa di oggi, di 208 km, si presenta davvero impegnativa.
Ore
8.00: Emanuele e Beppe a bordo del tandem aprono le danze percorrendo il tratto
da Eboli a Casal Velino (circa 70 km). Da li si aggiunge Mario che, insieme a
Luciano, affronta la parte di tappa più impegnativa: un tratto di salita con un
dislivello di 600 metri in 10 km!!! E con pendenze che per alcuni tratti superano
il 25% !!!
(Mario,
eroe della giornata, racconterà poi che, davanti all’ennesima salita ha pensato
di essere su “Scherzi a Parte”!)
Mentre
gli atleti si danno incessantemente il cambio, la carovana si “accampa” nei
pressi della spiaggia vicina al porto di Sapri, per allestire, come ogni
giorno, la cucina, appunto, da campo. Dopo che praticamente tutti, a turni,
consumano il “rancio” e si riposano un poco (ci scappa anche un bagno veloce)
si imbarcano tutte le vettovaglie e ci si accinge a ripartire. I mezzi in
questione sono tre: il furgone guidato da Franco e i camper di Mino e di
Valerio. Il terreno dove Mino aveva parcheggiato il proprio camper si rivela
friabile e inconsistente. Dopo un furioso girar di gomme e … di altro, il mezzo
si “inabissa” nella rena fino ad avere gli pneumatici completamente nascosti
nella buca. I tentativi fatti sono innumerevoli e di vario genere, ma alla fine
il camper di Valerio riesce nell’impresa di traino, aiutato da tutte le gentili
signore presenti, anzi dal loro … dolce peso. L‘unione fa davvero la forza !
Ma
torniamo alla staffetta.
Mario
passa il testimone a Mirco che, dopo essere incappato nella foratura alla ruota
posteriore sinistra, arriva a Sapri e, con Mauro e Giordano, sotto il sole
cocente della Lucania, mettendocela tutta giungono a Scalea, concludendo così
anche la tappa numero 9.
Scalea
ci riserva una grande e calorosa accoglienza. Siamo inseriti nello spettacolo
offerto dal Comune per i festeggiamenti del Patrono ed il Sindaco ci dedica
parole veramente sentite e partecipi. Grazie Scalea.
La foto
che segue rappresenta un parte delle salite che gli atleti hanno affrontato in
questa tappa.
L’addetto stampa
Matilde Comensoli
Ottava tappa: SESSA AURUNCA - EBOLI
Siamo
sempre sulle terre di Don Peppe
La
carovana parte al mattino salutata festosamente da tutti gli abitanti dela
casale con in testa il cagnolino Pasquale, non senza aver prima percorso i mitici
“cento passi” riprodotti in memoria di Impastato e di altre vittime di mafia.
Tutti (noi con i nostri atleti, i ragazzi della cooperativa e quelli di Estate)
percorriamo quel tratto nominando ad alta voce le vittime citate sui lati, tra
rose e ligustri. Fra le hand bike di Mauro e Giordano, anche il cane Pasquale
avanza compunto e solenne, quasi comprenda la valenza di quella passeggiata.
Mirco
percorre i primi 30 Km.
La
prima fermata è, sempre sulle Terre di Don Peppe, presso il Caseificio, altro
bene confiscato, dove riceviamo un prelibato spuntino a base di mozzarella di
bufala, pomodori e marmellata di pesche e incontriamo altri ragazzi di Estate
Liberi provenienti dalla Toscana e dalla Liguria, nonché Antonio D’Amore,
Responsabile di Libera Napoli. Conosciamo anche due ragazzi provenienti dal
penale, che lavorano presso la cooperativa, accolti tramite un progetto di
inserimento lavorativo.
D’Amore
ci fa una proposta davvero allettante: attraversare con gli atleti il quartiere
di Scampìa. Come non esserne elettrizzati? Mirco, Mauro e Giordano accettano
con entusiasmo. Ed ecco la carovana di A ruota ibera che attraversa Scampìa con
gli striscioni di Libera al vento in uno strano silenzio, pesante però più di
qualsiasi suono o parola.
Dopo un
momento così impegnativo si va tutti a mangiare una bella pizza napoletana!
Si
visita poi un altro bene confiscato: un pescheto di 33 ettari che, in attesa di
essere assegnato, è tornato illegalmente nelle mani della camorra.
Alle
17.30 si riparte per Salerno, questa volta tutti a bordo dei furgoni. Arrivati
a Battipaglia, alle 19.30, gli atleti si rimettono in strada per gli ultimi 10
km. All’arrivo nella piazza centrale di Eboli troviamo gran parte degli
abitanti a passeggio. I bambini incuriositi dalle strane biciclette fanno il
giro della piazza a bordo delle handbike guidate dagli atleti, facendo mille
domande. Per la notte siamo ospiti dell'associazione Roberto Cuomo, alla quale
vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. Un grazie particolare anche ai
Vigili urbani che ci hanno supportato con gentilezza e solerzia.
A
domani per la tappa di Vibo Valenzia.
L’addetto stampa
Matilde
Comensoli
sabato 14 luglio 2012
Settima tappa: POMEZIA - SESSA AURUNCA
Una
delle tappe più lunghe.
Parte
Mario che copre i primi 40 km della tappa affrontando il tratto iniziale in
salita. Si avvicendano Mauro e Giordano per i successivi 80 km abbastanza
pianeggianti. E’ la volta di Mirco che riesce a concludere la sua tratta dopo
aver sistemato i problemi al cambio (fatto che lo ha costretto a utilizzare il
rapporto più duro), la rottura di un pedale (la potenza è nulla senza il controllo), ed altro…
Alle
16.30 atleti e mezzi varcano la soglia della Cooperativa Sociale ONLUS “Al di
la dei Sogni”, una delle tante sorte sulle Terre di Don Peppe (Peppe Diana, ndr,
vittima di mafia 1994) terre confiscate alla mafia che, in mancanza di
assegnazione delle stesse da parte dei relativi Comuni, la camorra organizzata
si ripiglia illegalmente, gestendole e facendole fruttare.
L’obiettivo
di Simmaco Perillo, responsabile di Al di là dei Sogni, è stato per anni
proprio quello di presidiare e difendere “fisicamente” le terre confiscate in
questa zona, in modo che non potessero ritornare nelle mani sbagliate. Bella
persona, Simmaco, da giullare di strada creatore di palloncini a strenuo
difensore dei deboli e della sua terra. L’emblema di ciò che questo ragazzo ha
saputo costruire, al di là dell’azienda agricola (coltivazione delle melanzane)
è senza dubbio Erasmo. La Cooperativa lo ha accolto dopo che aveva passato anni
in manicomio bollato come “individuo socialmente pericoloso”. Sordomuto e
incattivito, non è stato assolutamente facile entrare in relazione con lui. Ma
per un figlio di contadini, ritrovarsi nuovamente in un contesto di vita simile
a quella della giovinezza, attorniato da persone affettuose, ha operato il
miracolo: oggi Erasmo, oltre che un riferimento, è a pieno titolo uno dei 16
soci della Cooperativa e ne è fiero, così come ha accolto con fierezza ed
estrema felicità una divisa da biker che gli abbiamo donato. Ben il 60% dei
soci è portatore di handicap.
Anche
questa Cooperativa aderisce al progetto “Estate
Liberi” che vede ragazzi provenienti da tutta Italia, che trascorrono le loro
“vacanze” (versando inoltre una quota di partecipazione) presso questi campi di
lavoro volontario e formazione.
Siamo
capitati giusto in tempo per assistere alla riunione di verifica, durante la
quale ci siamo scambiati le nostre esperienze, alla presenza, oltre che di
Simmaco, anche di Valerio Taglione, responsabile di Libera Caserta e di Antonio
Esposito, responsabile del Festival nazionale Vittime Civili.
Il
calore, la partecipazione e la gioia che abbiamo trovato fra questi ragazzi ci
hanno riempito il cuore e ci hanno sicuramente rafforzato nel nostro proposito di
portare a termine il nostro progetto.
L’addetto stampa
Matilde Comensoli
Mirco e i suoi problemi
Arrivo a Sessa accolti dalla mascotte Pasquale
Arrivo di tappa
Al di là dei sogni
giovedì 12 luglio 2012
Quinta e sesta tappa: Abbadia S.Salvatore - Formello - Pomezia
Quinta tappa: ABBADIA SAN SALVATORE - FORMELLO 160 Km
Partenza
alle 7.30 direzione Viterbo.
L’addetto
stampa
Matilde Comensoli
Giordano
inizia la 5^ tappa sfrecciando sulla discesa che da Abbadia San Salvatore porta
in direzione di Viterbo, e "planando" come un aliante ai piedi del
paesino di Acquapendente, consegna il testimone a Mauro. Da li Mauro inizia a
percorrere il suo tratto di tappa attraversando le colline e arrivando a
Bolsena. E' la volta di Mario che, con la solita grinta, affronta la
lunghissima salita che porta a Montefiascone. Infine Mirko il quale, partito
dalla discesa di Montafiascone, affronta il centro trafficato di Viterbo per
poi raggiungere il luogo designato per il pranzo.
Appena
arrivati, mentre avvengono le routinarie operazioni di parcheggio dei mezzi (auto,
camper e furgoni) in un momento di confusione due furgoni vengono in collisione
e ad avere la peggio è il veicolo di Marco, che perde il cristallo posteriore.
Ecco
che si mobilita la squadra di assistenza rapida che assiste la staffetta. Nel
giro di 4 ore circa si trova un demolitore, viene reperito l’intero portellone
(anche se di colore diverso) ed, in men che non si dica, "A ruota
Libera" può riprendere la marcia e raggiungere così Formello.
In
serata, ospiti della pro-loco, abbiamo cenato e festeggiato con i Formellesi ed
il loro Sindaco, Sergio Celestini, che ringraziamo per la simpatia ed il
sostegno.
Domani
tappa che partirà da Formello e con l'arrivo situato a Pomezia, attraversando
ROMA.
************
Sesta tappa: FORMELLO - POMEZIA 62 KM
Finalmente
una tappa corta che ci fa avvicinare al mare.
Al
mattino Mauro, Mario, Giordano e Mirko partono da Formello in direzione di
Roma. Sono accompagnati da Luciano, ciclista della Polisportiva normodotato, e
da Pino, un ciclista di Roma che si è offerto di accompagnarci fino alla sede
del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) di Roma, dove ci riceve il presidente Luca
Pancalli del CIP.
Da
Roma, per ovvi motivi di sicurezza degli atleti in handbike, si decide di
attraversare la città a bordo dei veicoli fino a Ostia, dove si pranza e e ci
si gode anche una rilassante pennichella.
Ore
16.00: gli atleti ripartono di nuovo tutti e 4 insieme e si concedono un gelato
sul lungo mare. Dopo la pausa percorrono qualche chilometro e si portano
all'arrivo della tappa.
L'arrivo
è davvero commovente: gli atleti allineati tagliano il traguardo tenendosi per
mano, attraversando la piazza centrale di Pomezia, accolti trionfalmente dalla
cittadinanza e dalle autorità. Le campane che stanno suonando per festeggiare
San Benedetto, patrono del paese, pare suonino per noi (e per noi è così…) ... un'emozione
indescrivibile....
Grazie
Pomezia !!!
Conosciamo
e salutiamo le autorità che ci hanno riservato una splendida accoglienza: i
Sindaci di Pomezia, Enrico De Fusco, e di Ardea, Fulvio Bardi, il Presidente
del Consiglio Paolo Ruffini, che ha contribuito cospicuamente alla riuscita
della manifestazione e la Vice presidente di Buongiorno Legalità, Maricetta
Turrito. Dopo un’abbondante cena veniamo
ospitati per la notte nel Campus universitario, dove
la nostra impareggiabile Pierina, aiutata da Camilla, allestisce una mega
lavanderia grazie alla quale le divise degli atleti riacquistano la loro
dignità…
Appuntamento
a domani, tappa Pomezia-Sessa Aurunca 170 km.
Matilde Comensoli
martedì 10 luglio 2012
Terza e Quarta giornata 8/9 luglio: S.GIOVANNI PERSICETO- SCANDICCI - ABBADIA S.SALVATORE
8
luglio
Giornata molto dura. La palestra, pur essendo molto bella si è rilevata estremamente calda. Non avendo quindi la possibilità di riposare all’interno, qualcuno si è sistemato con una brandina nello spazio antistante, sotto gli alberi, e altri nello spazio posteriore accanto ad una piscina che si credeva annessa al centro. Eravamo convinti che la nostra “impresa” fosse stata sufficientemente pubblicizzata, per cui ci siamo addormentati, per la verità molto tardi, col sonno dei giusti. A causa di una carenza di comunicazione, allo scoccare della mezzanotte, è suonato un allarme, che dopo poco si è ripetuto. Svegliati tutti di soprassalto, siamo comunque riusciti a riaddormentarci dopo un po’ di tempo per essere risvegliati brutalmente dopo più di un’ora da alcuni vigilantes poco educati: pile puntate negli occhi ed interrogatori all’americana. Dopo un certo lasso di tempo sono arrivati pure i carabinieri … Il tutto è terminato alle 4 e ½ del mattino. Anche se si può parlare di un episodio tutto sommato divertente, non ha certo influito positivamente sul buon esito della giornata successiva!
Le tappe si sono svolte in un clima, oltre che pesante per l’afa, anche molto teso. Il pranzo consumato sotto le verande dei camper sembrava aver rasserenato gli animi, ma, giunta la sera, il metaforico tappo della bottiglia, troppo sbattuta, è improvvisamente saltato. Sembrava addirittura che l’avventura fosse destinata a finire lì, appena cominciata.
Stanchezza eccessiva? Caldo eccessivo? Troppa tensione? Mancanza di riposo adeguato?
Tutto questo sì, sicuramente, ma non solo.
L’enormità del lavoro che precede un evento del genere è veramente impressionante, soprattutto per gli organizzatori, così come è oneroso il carico di tensione ed ansia che lo precede.
Ma ciò non rappresenta la parte più difficile.
Il difficile viene con la quotidianità della convivenza fra persone accomunate, sì, da un ideale e da un obiettivo, ma diversissime tra loro per età, abitudini, mentalità e quant’altro.
E’ risaputo che la stretta convivenza fra due persone, mettendo a nudo le piccole pecche e meschinità proprie di ogni individuo, ne altera seriamente il rapporto; Figuriamoci tra 25 soggetti !!
E così, in un momento di particolare stress, basta un’inezia per provocare la guerra civile.
Tutto questo però è necessario, anzi, indispensabile; Se davvero si vuole andare fino in fondo la catarsi è necessaria.
L’esplosione dei contrasti ci costringe non solo a guardare il nostro prossimo (e in queste occasioni è davvero molto PROSSIMO…) ma a guardare dentro noi stessi con onestà e sincerità, valutando la portata delle nostre parole e delle nostre azioni.
Dopo una tempesta il sole appare più caldo, l’aria più limpida e la natura più rigogliosa. Dopo un chiarimento collettivo, anche duro, i rapporti ne escono più autentici, si è più solidali e disponibili e si condivide appieno lo spirito di gruppo.
Adesso SAPPIAMO che arriveremo a Palermo, al di là di qualsiasi problema e quando la missione sarà terminata torneremo a casa oltre che con la soddisfazione di aver portato a termine qualcosa di bello e di grande, con un prezioso bagaglio di esperienze personali e di rapporti umani, ed avremo costruito un granitico sodalizio.
9 luglio
Trascorsa la notte disseminati sulle brande in un cortile (speriamo tutti che sia stata questa la peggiore di tutto il viaggio) si parte per la destinazione finale di Abbadia S.Salvatore. Sì, oggi davvero il sole è più caldo (anzi forse lo è fin troppo!) ma gli animi appaiono ben disposti.
Veniamo ora alla parte essenziale del nostro viaggio, quella sportiva.
Ecco il resoconto della 4^ tappa fatto da Mauro. Scandicci Abbadia San Salvatore 153 km.
Da Scandicci, attraversando parte della periferia di Firenze ,Mauro copre la distanza di 28 km. Il testimone passa a Giordano che, tra i falsopiani che portano verso Siena, percorre 25 km. E' la volta di Mario che affronta la salita più impegnativa (con tratti fino al 15% di pendenza!!!) raggiungendo Siena e dando il via a Mirko che, sempre scortato dai ciclisti locali, arriva alle porte di Monteroni D'Arbia.
Abbondante pranzo a Monteroni d’Arbia con il Sindaco Iacopo Armanini nell’Agriturismo Suvignano, un casale del 1936, bene confiscato alla mafia nel ‘94. Solo nel 2007 è stata fatta la prima assegnazione di tutela giudiziaria.
Tappa pomeridiana: Mauro e Giordano , appesantiti dal pranzo sostanzioso ma soprattutto inebriati dal vino di "Libera Terra" "Placido Rizzotto”, riprendono il testimone e sotto il sole cocente (fino a 40° C) si avviano in direzione di Abbadia San Salvatore. Percorsi 33 km attraverso le colline del Brunello di Montalcino arrivano a raggiungere i 70 km orari!!! Infine Mario e Mirko completano la tappa affrontando l'ultimo tratto quasi tutto in salita, con pendenze dell’8/9%. All'arrivo una buona parte della gente del paese ci ha riservato un'accoglienza calorosa e ci ha fatto dimenticare le fatiche della giornata.
Veramente una bellissima giornata, conclusa nel migliore dei modi. Arrivederci alla tappa successiva: Abbadia San Salvatore-Formello 160 Km.
Giornata molto dura. La palestra, pur essendo molto bella si è rilevata estremamente calda. Non avendo quindi la possibilità di riposare all’interno, qualcuno si è sistemato con una brandina nello spazio antistante, sotto gli alberi, e altri nello spazio posteriore accanto ad una piscina che si credeva annessa al centro. Eravamo convinti che la nostra “impresa” fosse stata sufficientemente pubblicizzata, per cui ci siamo addormentati, per la verità molto tardi, col sonno dei giusti. A causa di una carenza di comunicazione, allo scoccare della mezzanotte, è suonato un allarme, che dopo poco si è ripetuto. Svegliati tutti di soprassalto, siamo comunque riusciti a riaddormentarci dopo un po’ di tempo per essere risvegliati brutalmente dopo più di un’ora da alcuni vigilantes poco educati: pile puntate negli occhi ed interrogatori all’americana. Dopo un certo lasso di tempo sono arrivati pure i carabinieri … Il tutto è terminato alle 4 e ½ del mattino. Anche se si può parlare di un episodio tutto sommato divertente, non ha certo influito positivamente sul buon esito della giornata successiva!
Le tappe si sono svolte in un clima, oltre che pesante per l’afa, anche molto teso. Il pranzo consumato sotto le verande dei camper sembrava aver rasserenato gli animi, ma, giunta la sera, il metaforico tappo della bottiglia, troppo sbattuta, è improvvisamente saltato. Sembrava addirittura che l’avventura fosse destinata a finire lì, appena cominciata.
Stanchezza eccessiva? Caldo eccessivo? Troppa tensione? Mancanza di riposo adeguato?
Tutto questo sì, sicuramente, ma non solo.
L’enormità del lavoro che precede un evento del genere è veramente impressionante, soprattutto per gli organizzatori, così come è oneroso il carico di tensione ed ansia che lo precede.
Ma ciò non rappresenta la parte più difficile.
Il difficile viene con la quotidianità della convivenza fra persone accomunate, sì, da un ideale e da un obiettivo, ma diversissime tra loro per età, abitudini, mentalità e quant’altro.
E’ risaputo che la stretta convivenza fra due persone, mettendo a nudo le piccole pecche e meschinità proprie di ogni individuo, ne altera seriamente il rapporto; Figuriamoci tra 25 soggetti !!
E così, in un momento di particolare stress, basta un’inezia per provocare la guerra civile.
Tutto questo però è necessario, anzi, indispensabile; Se davvero si vuole andare fino in fondo la catarsi è necessaria.
L’esplosione dei contrasti ci costringe non solo a guardare il nostro prossimo (e in queste occasioni è davvero molto PROSSIMO…) ma a guardare dentro noi stessi con onestà e sincerità, valutando la portata delle nostre parole e delle nostre azioni.
Dopo una tempesta il sole appare più caldo, l’aria più limpida e la natura più rigogliosa. Dopo un chiarimento collettivo, anche duro, i rapporti ne escono più autentici, si è più solidali e disponibili e si condivide appieno lo spirito di gruppo.
Adesso SAPPIAMO che arriveremo a Palermo, al di là di qualsiasi problema e quando la missione sarà terminata torneremo a casa oltre che con la soddisfazione di aver portato a termine qualcosa di bello e di grande, con un prezioso bagaglio di esperienze personali e di rapporti umani, ed avremo costruito un granitico sodalizio.
9 luglio
Trascorsa la notte disseminati sulle brande in un cortile (speriamo tutti che sia stata questa la peggiore di tutto il viaggio) si parte per la destinazione finale di Abbadia S.Salvatore. Sì, oggi davvero il sole è più caldo (anzi forse lo è fin troppo!) ma gli animi appaiono ben disposti.
Veniamo ora alla parte essenziale del nostro viaggio, quella sportiva.
Ecco il resoconto della 4^ tappa fatto da Mauro. Scandicci Abbadia San Salvatore 153 km.
Da Scandicci, attraversando parte della periferia di Firenze ,Mauro copre la distanza di 28 km. Il testimone passa a Giordano che, tra i falsopiani che portano verso Siena, percorre 25 km. E' la volta di Mario che affronta la salita più impegnativa (con tratti fino al 15% di pendenza!!!) raggiungendo Siena e dando il via a Mirko che, sempre scortato dai ciclisti locali, arriva alle porte di Monteroni D'Arbia.
Abbondante pranzo a Monteroni d’Arbia con il Sindaco Iacopo Armanini nell’Agriturismo Suvignano, un casale del 1936, bene confiscato alla mafia nel ‘94. Solo nel 2007 è stata fatta la prima assegnazione di tutela giudiziaria.
Tappa pomeridiana: Mauro e Giordano , appesantiti dal pranzo sostanzioso ma soprattutto inebriati dal vino di "Libera Terra" "Placido Rizzotto”, riprendono il testimone e sotto il sole cocente (fino a 40° C) si avviano in direzione di Abbadia San Salvatore. Percorsi 33 km attraverso le colline del Brunello di Montalcino arrivano a raggiungere i 70 km orari!!! Infine Mario e Mirko completano la tappa affrontando l'ultimo tratto quasi tutto in salita, con pendenze dell’8/9%. All'arrivo una buona parte della gente del paese ci ha riservato un'accoglienza calorosa e ci ha fatto dimenticare le fatiche della giornata.
Un
sentito grazie al Sindaco Lorenzo Avanzati e della popolazione, che, anche se
decimata a causa della concomitanza del funerale di un giovane del posto, è
stata estremamente solidale e partecipe. Ricca cena offerta presso una
struttura alberghiera molto ben gestita da un prete 87enne, Don Francesco, dove
ci accingiamo a passare anche la notte.
Veramente una bellissima giornata, conclusa nel migliore dei modi. Arrivederci alla tappa successiva: Abbadia San Salvatore-Formello 160 Km.
L’addetto stampa
Matilde ComensoliTerza tappa: da San Giovanni Persiceto a Scandicci
Dopo la seconda tappa completamente pianeggiante (l'unica...) arriva la prova del fuoco col passaggio degli Appenini. Il caldo e l'arrivo in quota verso mezzogiorno han messo alla prova i ciclisti, ma la discesa si è rilevata il nostro punto forte! Purtroppo la serata si chiude con il previsto "abbandono" di una parte dei compagni di viaggio. Per vari impegni ci lasciano i ciclisti Davide, Giordano, Giuseppe e l'autista Vittorio. Poche parole ma un grosso e sentito ringraziamento per quanto han fatto ai pedali, ma non solo... Devono lasciare, o meglio interrompere momentaneamente, anche Alessandro, Emanuele e la guida Giuseppe che si ricongiungeranno in seguito per le ultime tappe. Da domani si torna quindi sulla strada con quattro handbike.
sabato 7 luglio 2012
Seconda giornata: CASTIGLIONE - S.GIOVANNI IN PERSICETO
La seconda giornata ci vede partire da Castiglione confortati da una buona dose di brasato gentilmente offerto dai nostri anfitrioni. La giornata è splendida e, dopo il temporale notturno, l’aria è fresca e piacevole. I nostri atleti possono così pedalare con un clima benigno. Partono Mauro e Alessandro in handbike accompagnati da Emanuele in tandem con il suo accompagnatore. Emanuele farà tutte le tappe della giornata. Dopo 20 km Giordano prende il posto di Alessandro, mentre Mauro continua. Nei 20 km seguenti Mirco prende il posto di Mauro e si aggrega a Giordano.
Giunti a Concordia, accolti da Luciano della UISP, ci riposiamo e imbandiamo un banchetto all’ombra degli alberi del parco.
Dopo la gradita pausa si riparte. La temperatura è purtroppo aumentata, così come l’umidità. Fra case distrutte o semidistrutte e case all’apparenza miracolosamente intatte, seguiamo i nostri atleti Mario ed ancora Mirco, sempre accompagnati da Emanuele e Giuseppe.
Gli ultimi 35 km sono percorsi da tutti i ragazzi. Prima di giungere alla meta finale, c’è la prevista sosta nel campo dei terremotati di Bomporto, gestito dalla CISOM Ordine di Malta Italia. Non è stato possibile consegnare i giocattoli direttamente ai bambini, in quanto sono in uscita con un gruppo scout. Li consegniamo quindi al capo del campo, alla presenza dell’assessore allo sport. Dopo un piccolo rinfresco Roberta Bussolari, referente di Libera Emilia Romagna, ci accompagna a S.Giovanni Persiceto.
Qui prendiamo possesso della palestra del centro sportivo dove passeremo tutti la notte. Quanto riusciremo a riposare … ve lo racconterò domani. Nel frattempo, come ogni sera, i nostri atleti vengono rimessi in sesto da un fisioterapista dell’AISM. Questa sera si tratta di Luca Stagno. Come li invidio !!!
L’addetto stampa
Matilde Comensoli
Errata corrige: AIMS invece di AISM. Ci si scusa
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